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Il
Parco Nazionale del Pollino, è costituito da un
massiccio montuoso, collocato tra Tirreno e Ionio, il cui
versante settentrionale fa parte della Basilicata, mentre
quello meridionale si trova in territorio calabrese.
Le
cime più alte, innevate per la maggior parte dell'anno,
superano i 2000 m. e sono costituite dalla Serra Dolcedorme
(2267 m.), dal Monte Pollino (2248 m.), dalla Serra del Prete
(2180 m.), dalla Serra delle Ciavole (2127 m.) e dalla Serra
di Crispo (2053 m.).
Percorrendoi sentieri del parco è possibile ammirare un
incomparabile scenario naturale costituito da una vegetazione
rigogliosa e ricca di specie rare come il pino loricato.
Tale specie, molto diffusa migliaia di anni fa, è
denominata "fossile vivente" ed è ormai in estinzione;
presente alle maggiori altitudini in piccole colonie, è
caratterizzata dalla corteccia a grandi placche trapezoidali e
dalla sagoma contorta del fusto; gli esemplari più maestosi
sono ubicati sui costoni rocciosi di Serra delle Ciavole e sul
crinale di Serra di Crispo. Degni di nota sono inoltre gli
abeti bianchi, a forma piramidale, così definiti
per la caratteristica corteccia bianca resinosa, localizzati
solo nella parte centro-settentrionale del massiccio, fra i
1500 e i 1800 m. di altitudine; molto diffusi migliaia di anni
fa (nel Quatemario), si trovano attualmente a Piano Jannace,
Cugno Ruggiero, Cugno d'Acero, Bosco Toscano, Piano
Conocchiella. I faggi crescono ad una quota
altimetrica inferiore rispetto alle due specie precedentemente
citate e raggiungono in alcuni esemplari l'altezza di 40
metri; solitamente sono caratterizzati da un tronco diritto
con grandi rami aperti a ventaglio e talvolta come nel caso
della piccola colonia attestata ai margini del piano di
Acquafredda, assumono una fisionomia contorta tanto da essere
denominati "alberi serpente".
Tra i prodotti del sottobosco di particolare rilievo sono
le erbe officinali come l'aneto, l'assenzio, la bardana, la
camomilla romana, lo zafferano, la menta piperita, la
genziana, il convolvolo, il crescione officinale, il ginepro,
la lavanda, la malva, la pervinca, il pungitopo, la rosa
canina, la saponara, il.sigillo di salomone, la viola del
pensiero selvatica, la viola mammola, la viola matronale, il
vischio.
La fauna del massiccio comprende, oltre a cinghiali, faine,
lontre, ghiri, lepri e lupi, anche l'aquila reale, il nibbio,
il falco pellegrino e il picchio nero, rarissima specie
avicola. |